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Il freddo estremo
Doveva finire, e invece è meglio farsi trovare preparati
07-02-2012
La neve è un elemento estremamente democratico, mette in difficoltà le auto costose e le utilitarie, i nuovi modelli e le auto d'annata. Quando le condizioni meteorologiche diventano estreme, come sta avvenendo in questo periodo, nessuno può considerarsi immune da difetti di funzionamento e dai rischi che ne conseguono. Eppure molti guasti possono essere evitati e la conoscenza dei principali dispositivi di sicurezza montati sulle nostre vetture può aiutarci in modo efficace a non rimanere a piedi e a viaggiare con il massimo gradi di sicurezza possibile. In questo articolo facciamo una panoramica dei componenti più frequentemente soggetti a usura e guasto, ma anche di quelli che si devono conoscere per affrontare in sicurezza le strade innevate.
L'ABS Molti tendono a pensare che le auto dotate di ABS abbiano una maggiore efficienza di frenata in condizioni critiche. Ebbene questo è vero solo in parte. In realtà la funzione dell'ABS è quella di impedire il bloccaggio improvviso delle ruote e conservare la direzionalità dello sterzo. Ciò permette al guidatore di compiere manovre di emergenza aggirando eventuali ostacoli, ma allo stesso tempo allunga gli spazi di frenata. E' un errore riporre eccessiva fiducia nell'ABS durante la guida su fondi scivolosi; in particolare è indispensabile pianificare le frenate con molta attenzione perché si rischia di tentare l'arresto a uno stop e oltrepassarlo di parecchi metri pur senza slittare. Quando si effettua una frenata in condizioni di scarsa aderenza è probabile che entri in attività l'ABS. Il modo corretto di reagire consiste nel mantenere il pedale del freno premuto e sterzare per evitare l'eventuale ostacolo. Il vantaggio del dispositivo in questo caso è che l'auto seguirà la traiettoria impostata, invece di proseguire in modo rettilineo pur avendo le ruote sterzate come accadrebbe se non ci fosse l'ABS. Vi sono situazioni in cui anche l'ABS potrebbe fallire. E' il caso di fondi estremamente scivolosi, come quelli costituiti da neve compatta. In questi casi potrebbe verificarsi l'arresto simultaneo di tutte le ruote. Basta una frazione di secondo durante il quale tutte le ruote non sono in rotazione per illudere il computer di bordo che l'auto sia ferma e innescare una pericolosa scivolata. In questo caso la bassa velocità e la prontezza di riflessi sono fondamentali. Si deve allentare la pressione sul pedale del freno e ricominciare a frenare non appena le tuote riprendono a girare.
L'ASF Il sistema di controllo della trazione è progettato per impedire alle ruote di girare a vuoto in condizioni di scarsa aderenza. Il risultato è ottenuto essenzialmente in due modi: o riducendo potenza al motore, o agendo sull'impianto frenante. Condizione indispensabile al buon funzionamento dell'ASF è che in un certo momento la trazione venga ripristinata, ovvero, l'ASF è utilissimo in situzioni di sporadica perdita di aderenza, mentre sulla neve può addirittura diventare controproducente. Lo scenario tipico sono le salite. Percorrendo una salita su neve compatta le ruote cominciano a girare a vuoto, l'ASF interviene rifucendo il regime di rotazione, l'auto rallenta, ma l'attrito sulla strada non migliora, le ruote slittano ancora, l'ASF interviene fino a quando non ci si trova fermi in salita, senza più possibilità di procedere. Normalmente l'ASF può essere disinserito ed è consigliabile farlo se le condizioni del fondo lo impongono. Si dovrà in tal caso cercare di mantenere una velocità costante, sopportare un po' di slittamento ed evitare di accelerare per non provocare la totale perdita di trazione, ma in questo modo, agendo con calma e con prudenza si avranno più probabilità di affrontare salite che, anche se poco impegnative attiverebbero l'ASF. L'entrata in funzione dell'ASF è segnalata da una spia sul cruscotto, spesso intermittente; un'altra spia indica il disinserimento del dispositivo. Una volta superato il punto critico è sempre meglio riattivare l'ASF.
LA BATTERIA Il ricorso più frequente al motorino di avviamento, sbrinatori, riscaldamento dei sedili, ventole, tergicristalli e luci provoca un maggior consumo della corrente accumulata nella batteria e, se il tragitto percorso abitualmente non è sufficientemente lungo per ripristinare il normale livello di carica, l'energia accumulata diminuisce inesorabilmente. Il rischio è quello di trovarsi al freddo, sotto l'acqua o la neve con la macchina ferma e impossibilitata a ripartire. Le precauzioni in questo caso sono ben poche, ma valga il consiglio fondamentale di ridurre l'utilizzo dei dispositivi elettrici. Come? Scrostando manualmente il ghiaccio invece di usare sbrinatori, pompa del lavavetro e tergicristallo, usare i fendinebbia solo se realmente indispensabile, usare un mantenitore di carica se si lascia l'auto ferma in garage per periodi prolungati, evitare assolutamente le soste a motore fermo e fari accesi.
IL CARBURANTE Si parla di gasolio. Le auto alimentate a benzina non sono soggette a problemi di rilievo anche con temperature molto basse. Per il gasolio le cose stanno in modo doverso: con l'abbassarsi della temperatura, la paraffina contenuta nel gasolio tende a solidificarsi, formando cristalli che s'addensano nel filtro intasandolo e rendendo difficoltosa o impossibile l'alimentazione. Tale fenomeno si manifesta con il combustibile normale già a temperature di poco inferiori a zero. In passato c'era la pratica di aggiungere durante l'inverno della benzina al gasolio (in proporzione del 5/10%), attualmente i gasoli in vendita nei distributori sono pre-additivati. Tuttavia è frequente vedere veicoli diesel fermi a causa di freddo molto intenso. La causa è probabilmente la scarsa quantità di additivo presente nel carburante, che può variare da un produttore all'altro o addirittura tra diverse partite dello stesso produttore. Si deve tenere in considerazione che per l'Italia -10°C sono un clima molto freddo e che probabilmente il gasolio non contiene additivi sufficienti ad affrontare le temperature estremamente rigide (-15°, -20°) rilevate recentemente. In questo caso è meglio agire d'anticipo e farsi consigliare dalla propria autofficina di fiducia degli additivi antigelo da usare in combinazione con quelli già presenti nel carburante acquistato alla pompa. Infine, il GPL. Anche per questo non vi sarebbero particolari controindicazioni, ma bisogna tener presente che la pressione nel serbatoio del Gas Propano Liquefatto potrebbe ridursi a causa di temperature estremamente basse; in tal caso interverrebbe la valvola di commutazione che passa dall'alimentazione a gas a quella a benzina, dunque chi guida auto bi-fuel sappia che uno sporadico passaggio da un'alimentazione all'altra può essere normale e dovuto al freddo e tenga sempre una scorta di benzina sufficiente a garantire il normale funzionamento dell'auto.
L'ESP E' il controllo di stabilità. L'ESP è in grado di rilevare la direzione dell'auto in relazione all'angolo di sterzata. Detto in parole povere, se l'auto non sta andando nella direzione desiderata a causa di una perdita di aderenza l'ESP agisce sulla trasmissione e sui freni per compensare la sbandata ed aiutare a ripristinare la traiettoria corretta. Anche in questo caso si deve tenere presente che si tratta di un dispositivo di sicurezza e che la sua attivazione è subordinata al superamento di parametri estremi. Spesso c viene chiesto perché l'ESP non interviene sulla neve. Ebbene, su fondi estremamente scivolosi la sbandata può innescarsi anche quando l'angolo di sterzata e la velocità non sono sufficientemente critici da richiedere l'intervento dell'ESP, dunque in queste condizioni è innanzitutto la cautela e la dolcezza nell'impostare le traiettorie a evitare i pericoli; i dispositivi di sicurezza sono comunque fondamentali, ma non possono sostituire al 100% la perizia di un buon guidatore.
IL MOTORE Teoricamente l'eventualità che un motore si guasti a causa del freddo sono molto scarse. Vi è però un componente che è molto soggetto alle basse temperature: il radiatore. Normalmente il liquido di raffreddamento contiene una percentuale di antigelo che previene la corrosione e, appunto, il congelamento del liquido. Temperature estrmamente basse però possono comunque creare dei problemi, specialmente se sono stati fatti rabbocchi "artigianali" al radiatore. In caso di dubbi, è meglio far compiere una verifica alla vostra autofficina di fiducia; il congelamento del liquido di raffreddamento può spaccare il radiatore imponendone la sostituzione, ma soprattutto espone il motore al rischio di surriscaldamento, aggiungendo al danno la beffa di viaggiare con temperature polari e avere un motore surriscaldato.
GLI PNEUMATICIi Abbiamo parlato nel nostro ultimo articolo dell'importanza dei pneumatici invernali. Riassumiamo molto rapidamente i principi in base ai quale funzionano; sono essenzialmente due:
- Una mescola ricca di silice, che permette di avere una buona aderenza anche a basse temperature. Al contrario delle altre coperture, questi pneumatici hanno la particolarità di entrare più facilmente e velocemente in temperatura di esercizio e, mantenendo una elevata elasticità dei tasselli, permettono un attrito sufficiente alla guida su fondi a bassa temperatura.
- Una profonda scolpitura che riempiendosi di neve produce un rivestimento sulla superficie del battistrada che migliora la presa sui fondi innevati.
Catene, artigli, "calze" e altri dispositivi addizionali possono essere utili per cavarsi dai guai in casi di assoluta emergenza, ma in termini di sicurezza e confort di guida gli pneumatici invernali sono da preferire a qualunque altra soluzione.
IL TERGICRISTALLO Anche di questo abbiamo già parlato, riferendoci all'importanza di avere le spazzole sempre nelle migliori condizioni. In tema di guida sotto la neve è importante dedicare molta attenzione a un altro aspetto. I tergicristalli sono progettati per rimuovere acqua e neve con la vettura in movimento, certamente non per rimuovere un accumulo di materiale a vettura ferma. Dunque, a meno che non si tratti di uno strato molto sottile (meno di un centimetro), è assolutamente sconsigliabile azionare il tergicristallo per ripulire il parabrezza dalla neve, si corre il rischio di sottoporre il motorino o i leveraggi a uno sforzo eccessivo che è in grado di comprometterne il funzionamento in breve tempo e la cosa meno desiderabile sitto una nevicata è un guasto al tergicristallo.
Se avete curiosità, dubbi o se pensate che ci siano altri aspetti importanti da trattare in tema di guida in condizioni di freddo estremo, se volete portare una vostra testimonianza scrivete a info@de-ba.it, saremo lieti di leggere i vostri commenti e, se vorrete, di pubblicarli.
Se sei interessato all'argomento, visita anche questi link:
arianna.libero.it (1)
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